Terra! (26 Gennaio 2016)

Un’ ambientazione fantastica ma poco credibile e incoerente, tanto da impedire quel minimo di verosimiglianza che hanno perfino le favole, dove trovano posto una massa di personaggi indistinguibili fra di loro se non per il nome – i sentimenti o la personalità di nessuno di loro risalta sugli altri – così che il lettore non riesce ad amarne o ad odiarne nessuno.

Una massa di personaggi impegnati in una storia che però non è una storia, è più che altro una situazione, un’idea dal fin troppo evidente fine satirico; una storia che è in realtà una collezione di raccontini infarciti di tentativi umoristici andati a vuoto. Triste come un comico che prova a farti ridere ma non ci riesce. Anzi, come un comico che é invecchiato male, vuole farti ridere ugualmente, e tu seduto in poltrona un po’ provi pena per lui. Perché è un libro che fa sentire tutti i suoi trenta e più anni, e non solo perché il futuro di cui parla oggi sarebbe più vicino.

Anche volendo accettare la sfida di portarlo a termine abbassando le pretese, è un libro che ti sfianca con i suoi cambi di registro repentini (si fa fatica a credere siano voluti, e se così fosse non se ne comprenderebbe il motivo) e che ti sfianca con lunghe pagine semplicemente incomprensibili. Il parallelismo tra le due “situazioni” narrate, ovvero la ricerca di un pianeta abitabile oltre alla Terra, e la ricerca di un tesoro all’interno della Terra, è tremendamente telefonato e fin troppo ovvio nel suo intento moralistico. E se non bastasse tutto questo, e se non bastasse pure l’elevato tasso di abbandono tra i partecipanti (o di fatica per chi è riuscito a finirlo) un motivo d’ufficio coniato da SCL per assegnare un basso voto è lo spiegone finale, ovvero il capitoletto che chiarisce la trama precedente e permette una comoda chiusura al romanzo. Per chi lo vuole definire un romanzo.

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Voto SCL: 5, 3/10

 

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Un pensiero su “Terra! (26 Gennaio 2016)

  1. Va detto che i membri dell’assemblea avevano opinioni contrastanti. Il voto risulta dalla media di voti decisamente bassi e voti piuttosto alti, dati da chi ha apprezzato il tema attualissimo del disastro ecologico sotto forma di un ritorno al passato per aiutare a sanare il presente e il futuro. Va poi detto che se è vero che i cambiamenti di registro sono faticosi per la lettura, ci regalano tuttavia qualche sprazzo di godibile virtuosismo. Infine si puo’ discutere anche sugli effetti comici che forse non sono tentativi di far ridere ma vanno visti come satira feroce della nostra società, in particolare dei meccanismi di controllo delle masse da chi è avido di potere (tema eterno).

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