Jules e Jim (25 Ottobre 2016)

Jules e Jim è un libro che ci ha diviso.

Da un lato chi l’ha letto (anche anni fa) ed è rimasto affascinato dai personaggi, dalla loro modernità e dalla forza del loro rapporto fuori dalle righe. Un romanzo che, in questo senso, è un elogio della parità tra uomo e donna, con addirittura un capovolgimento di ruoli rispetto alla “normalità” dell’epoca e un personaggio femminile forte, emancipato e indimenticabile.

Dall’altro lato chi si è chiesto se questo libro, più che narrativa di qualità, non sia più che altro una (noiosa) trascrizione di diari e appunti personali: sembra troppo sbrigativo e superficiale per essere volutamente spontaneo e colloquiale. Siamo rimasti un po’ delusi dall’evoluzione dei personaggi, con Jules che abbandona le sue speranze per una rassegnata accettazione della sua nuova vita, e Jim che abbandona gradualmente la sua spavalderia iniziale.
Un discorso a parte merita l’ambientazione del romanzo. Anche qui, c’è chi elogia la resa della società parigina degli anni Venti e chi imputa al romanzo una carenza proprio nel descrivere tale società: è vero che il romanzo richiama alla mente la Parigi di inizio secolo, ma è anche vero che lo fa richiamando descrizioni e sensazioni già presenti nell’immaginario del lettore, senza parlarne mai direttamente.
Voto SCL: 5/10
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